Il nome è di origine medievale e sembra derivare da solerioloo solariolo che, secondo l’Agnelli, era l’appellativo che si dava alle chiesette fabbricate ove prima era una piccola casa con camere superiori (angora oggi al sulèr sono le camere da letto poste al primo piano).
Monasterolo quasi certamente deriva dalla presenza di un monastero degli Umiliati, per meglio distinguerlo da Solarolo Paganino, ove invece probabilmente resistevano ancora riti e costumi paganeggianti.
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Nel 1200 nasce la Cascina Rangone, sorta quando i Rangoni di Modena si accamparono lungo le rive del Po in attesa di incontrarsi con Federico Barbarossa.
Solarolo, nei tempi, ebbe la fortuna di non incappare in eventi bellici di rilievo; solo sul finire del XVI secolo dovette subire saccheggi da parte di un gruppo di soldati di ventura che però non si macchiarono di soprusi alle persone.
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Quando fu costruita la prima chiesa non lo sappiamo.
La tradizione vuole che le parrocchie disseminate lungo la sponda sinistra del PO, coi relativi benefici, siano state fondate dalla contessa Matilde di Canossa (1046 – 1115) con l’obbligo di accogliere e nutrire i Romei che attraversavano il Po per i loro viaggi a Roma o in Terrasanta.
I registri parrocchiali iniziano col primo gennaio1626 e la parrocchia è dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo. La mancanza di una documentazione scritta nell’archivio parrocchiale può avere due spiegazioni: primo perché soltanto dopo il Concilio di Trento terminato nel 1563 fu fatto obbligo ai parroci di annotare su appositi registri i nati e i morti; secondo perché con la soppressione del convento, dopo la visita apostolica a Cremona di S. Carlo Borromeo nel 1575, forse il priore del convento, che era anche parroco, portò la documentazione nella casa madre di S. Abbondio dove purtroppo andò perduta.
La torre campanaria è stata totalmente rifatta nel 1847 e nella Chiesa parrocchiale si trova una statua lignea di S. Rocco il cui culto, nei tempi passati, era molto sentito con cerimonie e processioni.
L’organo dovrebbe essere del 1700.
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E’ da ricordare che Marco Gerolamo Vida, vescovo e poeta di Elba, fu investito della parrocchia di Solarolo verso il 1520 (la data precisa non si conosce) da parte di Papa Leone X.
Nel suo libro Hinni de rebus divinis, a pag 196, parla restauri compiuti nella chiesa di Solarolo Monasterolo dedicata a S. Paolo e ciò prova che il Vescovo era investito del pingue beneficio.
In sagrestia esiste un pregevole ritratto unico del XVI secolo di Marco Gerolamo Vida di autore ignoto.
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L’edificio più importante di Solarolo è la cascina “Maggi - Stanga”.
Fino alla seconda metà del 1700 il complesso faceva parte di vasti possedimenti della famiglia Maggi, tanto che il paese si chiamava Solarolo Monasterolo o Solarolo de’ Maggi.
Poi passò successivamente ai marchesi Vallardi e poi ai conti Silva di Roccabianca ed infine nel 1804 ai marchesi Stanga.
Tutto il complesso testimonia il gusto nobiliare dei proprietari: il palazzotto a nord dalle linee austere con tracce sotto il cornicione di affreschi del 1700; il torrione di nord-est con all’interno, nella stanza principale, una volta plurima a vele unghiate.
Ma la parte più pittoresca è il portale sormontato da una guglia sulla cui cuspide si trovava un avvoltoio in rame (ora in restauro). L’avvoltoio figurava nello stemma dei Silva.
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Con la proclamazione del regno d’Italia nel 1866, Solarolo Monasterolo divenne Comune, ma con Regio Decreto, il 4 giugno 1868 venne represso ed aggregato al comune di Motta Baluffi, con la conseguenza che il comune di Solarolo Monasterolo funzionò fino all’agosto del 1868. Nel 1869 gli atti del Comune portano l’intestazione “Comune di Motta Baluffi con Solarolo Monasterolo” e sono firmati dal sindaco di Motta Baluffi Eusebio Ferrari.
Furono sindaci del comune di Solarolo Monasterolo Luigi Quinzani dal gennaio all’aprile 1866 ed Andrea capra dall’ottobre 1866 all’agosto 1868.